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martedì 19 giugno 2007


Il comandante e gli squali


Autore: Doug Stanton
Editore: Longanesi


“Il 16 luglio 1945 l'Indianapolis salpa da San Francisco per una missione verso Tinian, nell'arcipelago delle Marianne. Neanche il comandante Charles McVay sa che il carico da consegnare è nientemeno che "Little Boy", la bomba atomica che sarà sganciata su Hiroshima. Compiuta la missione, McVay e i suoi uomini fanno rotta verso Leyte, nelle Filippine. Ma la notte del 29 luglio 1945 l'Indianapolis viene colpita dal sommergibile giapponese I-58: in soli quindici minuti cola a picco. Inizia così la tremenda odissea di circa quattrocento uomini, abbandonati nell'Oceano: per cinque giorni, senza bere né mangiare, essi si ritrovano a lottare contro le forze della natura e soprattutto contro gli squali che azzannano i vivi e i morti.”

questo libro descrive accuratamente un evento che dimostra come la storia viene fatta non solo dalle azioni consapevoli e calcolate degli uomini, ma che, come le nostre vite, è condizionata dall'incrociarsi di eventi disastrosi ed imponderabili: le condizioni del tempo, l'incapacità o la negligenza degli uomini, le forze della natura. Anche per gli eventi storici, come per le nostre vite, a volte le capacità eccezionali e la buona volontà di pochi, semplicemente, tragicamente, non sono sufficienti. Quello che è successo al comandante dell'Indianapolis assomiglia un po' a ciò che è successo al nostro Capitano Calamai dell'Andrea Doria: l'uomo giusto nel momento e nel posto sbagliati. E' giusto ricordare anche coloro che, lungi dall'essere premiati per il loro valore, sono stati beffati dal destino. La vita vera, fuori dal romanzo, può riservare anche questo.